Bisognerà attendere i risultati dell'autopsia per fare luce sul decesso di Ronald Adarlo, 49 anni, custode e giardiniere nella villa di Marco Lavazza a Torino, morto sabato scorso.
La procura del capoluogo piemontese nelle prossime ore nominerà il medico legale a cui affidare l'esame autoptico, dopo l'apertura di un fascicolo senza ipotesi di reato né indagati.
Le indagini dei carabinieri, coordinate dal pubblico ministero Mario Bendoni, al momento non hanno fatto piena luce su quanto accaduto intorno alle 17.30 di sabato in via Alby 20, sulla precollina torinese, residenza di Marco Lavazza, vicepresidente dell'omonimo gruppo e dell'Unione Industriali di Torino. Le ipotesi al vaglio degli inquirenti, che mantengono sulla vicenda il massimo riserbo, sono diverse: il suicidio, l'incidente sul lavoro, e non è stata ancora esclusa neppure la possibilità che l'uomo, di origine filippina, sia stato vittima di un malore. Adarlo sarebbe caduto da un balcone mentre stava svolgendo alcuni lavori all'esterno della villa, precipitando nel cortile interno, dove è stato ritrovato dagli addetti alla vigilanza che hanno lanciato l'allarme. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 di Azienda Zero e i carabinieri del Nucleo Radiomobile. In un secondo momento sono arrivati anche i tecnici dello Spresal, che si occupano della sicurezza nei luoghi di lavoro.






