Per battere le palpebre, una volta, una volta sola, bastano 10 centesimi di secondo. Lara Della Mea, 27 anni, friulana di Tarvisio, ha perso il bronzo del gigante ai Giochi di Milano Cortina per 5 centesimi. Neppure un battito di palpebra. Eppure, sa essere positiva: «ero 15esima dopo la prima manche, ma c’erano pochi centesimi rispetto al quarto tempo e mi sono detta: Lara, ora o mai più, giocatela al 100%. E così ho fatto, ho sbagliato sul primo dosso ma, per il resto, è stata la gara più bella della mia vita». Sul podio Federica Brignone e, a pari merito, d’argento Hector e Stjernesund. Ma Lara non è scivolata sui rimpianti e conserva quel brivido di gloria e l’abbraccio di Tina Maze.
Il ricordo è dolce come lo fu quello di Benedetta Pilato, quarta nei 100 rana a Parigi 2024, e felice. Da quel giorno la cultura sportiva italiana, alimentata da tanti dolorosi quarti posti (da Vanessa Ferrari a Tania Cagnotto) è cresciuta e il presidente Sergio Mattarella riceverà tutti i medagliati e i quarti posti al Quirinale l’8 aprile: «Ancora emozioni, è come se i Giochi, che mi hanno fatto crescere e mi lasciano tanta esperienza per il futuro, non finissero mai», confessa Lara, con la sua voce serena dalla casa di Tarvisio. Proprio in Val Canale, ha iniziato a sciare con papà Michele: «Mi basta attraversare la strada e sono in pista. La neve, il Jôf di Montasio, il Mangart, il Lussari sono le mie montagne, questa è casa e qui sto bene».










