di
Manuela Croci
Vincitrice della Coppa del Mondo di discesa libera, la sciatrice si racconta. In val di Fassa ha vinto due gare con un solo centesimo sulla seconda: «Nella vita privata possono non contare nulla, ma in gara possono valere una carriera»
«Pratico uno sport in cui sono veramente io contro il tempo e spesso anche dei centesimi o dei decimi di secondo, che nella vita quotidiana possono non contare nulla, ma in gara possono valere una carriera». Si racconta così Laura Pirovano, sorriso dolce, capelli biondi lunghi che le incorniciano il viso fresco dei suoi 28 anni, vincitrice della Coppa del Mondo di discesa libera con 83 punti di distacco sulla tedesca Emma Aicher. Coppa che ha conquistato anche grazie a due vittorie – il 6 e 7 marzo – in Val di Fassa, entrambe con un centesimo di vantaggio sulla seconda classificata. «Sarà forse una banalità ma più vado avanti, più mi rendo conto che il tempo è proprio prezioso. Oltre all’aspetto agonistico, più in generale, trascorro tanto tempo lontana da casa e le mie giornate hanno una scansione rigida tra allenamenti in pista e in palestra. Ho poche occasioni da dedicare alla mia famiglia e anche a me stessa: oggi colgo proprio l’importanza di questi momenti».






