BOLOGNA, 06 MAR - Solo l'idea che il padre possa essere stato ucciso "è difficilissima da accettare, è peggio del lutto".

La sta vivendo così, cioè "malissimo", Valeria, una delle quattro figlie di Vittorio 'Victor' Benini, sassofonista abbastanza noto a Forlì e morto il 13 ottobre a 84 anni.

L'ipotesi, da confermare attraverso verifiche formali con l'autorità giudiziaria, è che l'anziano sia indicato come una delle vittime nel fascicolo aperto in Procura a carico di Luca Spada, 27enne autista di ambulanze indagato, a piede libero, per omicidio aggravato dalla premeditazione e dal mezzo di sostanze venefiche. Il decesso inizialmente era apparso a tutti come naturale.

L'anziano aveva avuto un arresto cardiaco il 9 ottobre durante un trasferimento dalla struttura di lungodegenza di Santa Sofia, in Appennino, verso l'ospedale di Forlì, dove avrebbe dovuto fare esami di routine. Era a bordo di un'ambulanza a quanto risulta guidata da Spada. Era intervenuto un medico che lo aveva rianimato, ma poi le condizioni erano peggiorate, fino alla morte, quattro giorni dopo, sempre nella clinica di Santa Sofia.

Le figlie ora si sono affidate agli avvocati Max Starni e Antonio Mambelli, che assistono già i familiari di un'altra presunta vittima, l'85enne morta il 25 novembre per cui è stata disposta l'autopsia. La volontà è quella di verificare se il caso di loro padre sia effettivamente uno di quelli attribuiti dalle indagini al 27enne di Meldola e poi valutare quali azioni mettere in campo. Al momento si parla di otto morti sospette.