C'è una disparità di genere di cui si parla poco e riguarda l'attività sportiva.
Tra i giovani di 11-14 anni solo il 56,8% delle femmine pratica uno sport, a fronte del 65,9% dei coetanei maschi.
Ma il divario aumenta con il crescere dell’età: nella fascia d’età 15-17 anni le ragazze che fanno sport scendono a 42,6% (i maschi sono invece il 58,4%). Anche i ruoli dirigenziali sportivi non sono ancora equamente accessibili alle donne.
In Italia, il 21,6% delle bambine abbandona la pratica sportiva, contro il 15,1% dei ragazzi e il divario aumenta con l’età. Se, infatti, la differenza tra la quota di bambine e bambini che fanno sport è già alta tra gli 11 e i 14 anni (le femmine sono il 56,8% e i maschi il 65,9%), tale differenza aumenta ancora di più tra i 15 e i 17 anni (femmine che fanno sport 42,6% e maschi 58,4%). Dopo i 18 anni il gap rimane stabile con il 31,9% delle ragazze che fa sport a fronte del 47,4% dei ragazzi. Inoltre, le donne occupano solo il 19,8% dei ruoli da allenatrici, il 15,4% dei ruoli da dirigenti di società, il 12,4% dei ruoli da dirigenti di federazione e il 18,2% di quelli di “Ufficiali di gara”.
"È fondamentale che le ragazze abbiano le stesse opportunità di partecipazione, di crescita e di successo nello sport dei coetanei maschi – dichiara Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes – così come è fondamentale che gli allenatori e le allenatrici possano essere supportati con una formazione adeguata per comprendere e promuovere questi principi. In occasione dell'8 marzo, rinnoviamo il nostro impegno verso un futuro dove lo sport sia davvero per tutti e tutte, senza barriere. Lo sport è uno dei contesti sociali più importanti dove poter educare i giovani ai valori dell'inclusione, rispetto e parità."









