Milano, 7 mar. (askanews) – Oltre 180 piazze in tutta Italia con banchetti, animazione, raccolta firme organizzate dalla rete di Libera per festeggiare e onorare i 30 anni della legge sul riutilizzo sociale dei beni confiscati ai mafiosi. Oggi 7 marzo 2026 sono 30 anni, da quando, grazie anche al milione di firme raccolte su impulso di Libera, la legge 109 fu approvata in Parlamento.

Da Trieste a Palermo, da Torino a Genova. E ancora Bologna, Pistoia, Ascoli Piceno,Napoli, Roma, Campobasso, Napoli, Palermo, Libera scende nelle piazze con la campagna “Diamo linfa al bene” per chiedere a tutte e tutti di difendere questa legge e per ribadire una richiesta chiara: una firma per chiedere che il 2% del Fondo Unico Giustizia venga destinato al riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati Sono più di 100mila le cartoline firmate dall’inizio della campagna, un gesto concreto per fare uno scatto in più per diventare tempestivi ed efficaci nel prenderci in carico quei beni e renderli subito operativi. Un enorme lavoro corale, insomma, che dopo 30 anni ci chiede però uno scatto ulteriore di impegno, intelligenza e determinazione.

“I tanti beni – commenta Luigi Ciotti, presidente di Libera- restituiti alla collettività grazie ai percorsi di riutilizzo sociale “parlano”; raccontano ciò che accade quando una ricchezza sporca, talvolta addirittura macchiata del sangue di vite innocenti, viene ripulita attraverso un investimento morale e materiale che chiama in causa i territori di appartenenza Lo constatiamo ogni giorno nelle cooperative, negli spazi sociali, negli edifici che accolgono persone in difficoltà e ospitano servizi preziosi per ogni fascia della popolazione. Lo vediamo ancora più chiaramente quando concentriamo l’attenzione sulle ricadute educative di questi percorsi: la fiducia che generano nelle comunità. Certo non è tutto perfetto: ci sono ritardi, ostacoli burocratici, fatiche finanziarie, contraddizioni da superare nelle varie forme di gestione. Dobbiamo stare attenti a non fare passi indietro, ma continuare a procedere in avanti! La nostra campagna “Diamo linfa al bene” chiede di destinare il 2% del Fondo Unico Giustizia agli investimenti strutturali necessari per promuovere il riutilizzo sociale di tanti nuovi spazi. Non tutti i beni, lo sappiamo, si prestano a essere sfruttati per esigenze pubbliche. Ma in molti casi a creare sfiducia e abbandono è la mancanza di risorse iniziali. Dobbiamo- conclude Luigi Ciotti- allora fare uno scatto in più, uno sforzo più deciso per diventare tempestivi ed efficaci nel prenderci in carico quei beni e renderli subito operativi. Ogni giorno di ritardo fa il gioco delle mafie. Ogni rinuncia a intervenire le fa apparire più forti.”