BOLOGNA – Cresce in maniera esponenziale il numero dei beni confiscati alle mafie in Emilia-Romagna, anche se sono ancora pochi quelli assegnati ad associazioni e cooperative per il riutilizzo ai fini sociali. Lo dice il report di Libera nazionale, illustrato oggi da Antonio Monachetti, in occasione di un’iniziativa in Regione in memoria della strage di Capaci. Negli ultimi anni si è passati “dai 44 beni del 2015 agli oltre 350 di oggi”. Per Monachetti “sono sempre troppo pochi rispetto a quella che è per noi la presenza mafiosa nel territorio, ma è positivo il fatto che crescano man mano che le pratiche di aggressione si affinano e, via via si arriva alle confische definitive”.
Le esperienze di riuso sociale mappate da Libera nazionale in Emilia-Romagna sono una quindicina, anche se molti beni vengono riutilizzati direttamente dagli enti locali per finalità istituzionali. Il referente dei beni confiscati per Libera Emilia-Romagna è intervenuto durante l’incontro “Raccontiamo il bene. Le pratiche di riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Focus sull’Emilia-Romagna" promosso da Libera Bologna nell’ambito del festival dei beni confiscati, in città, in programma oggi e domani. Iniziativa a cui hanno partecipato tra gli altri il presidente dell’Assemblea legislativa regionale Maurizio Fabbri, e il responsabile sicurezza, legalità e polizia locale della regione, Gian Guido Nobili, che ha puntualizzato come sono ormai una novantina i comuni della regione, in cui si registrano uno o più beni confiscati nel proprio territorio.







