Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

7 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:21

Libera, l’associazione contro le mafie – fondata nel 1995, tra gli altri, da don Luigi Ciotti – è ricca di storie, volti, lotte. Da dove partirebbe? È stato chiesto a don Ciotti nel libro Cento passi verso un’altra Italia, edito da Piemme. Risponde il sacerdote torinese che nel settembre scorso ha compiuto 80 anni: “Partirei dal 7 marzo del 1996, giorno dell’approvazione della legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. La nostra prima grande scommessa vinta, grazie a una mobilitazione collettiva dei gruppi e delle associazioni che avevano fondato Libera. Insieme eravamo riusciti a raccogliere oltre un milione di firme, presentate al Parlamento per sostenere quella legge così innovativa e cruciale, dalla quale sono nati percorsi di grande valore. I tanti edifici di proprietà dei boss trasformati in scuole, commissariati, centri per anziani o persone in difficoltà. E poi le cooperative agricole di giovani che coltivano i terreni un tempo simbolo del controllo mafioso su intere regioni. Dal punto di vista dell’impegno civico contro il crimine organizzato, questo ‘riappropriarsi’ dei territori e delle loro risorse, sia sul piano economico che su quello etico, ha rappresentato un passaggio fondamentale. Ed è stata proprio quella legge, oggi copiata in tutto il mondo, a renderlo possibile”.