Per la prima volta la Comunità ebraica torinese non parteciperà alla fiaccolata per la Liberazione. Il motivo è religioso: la tradizionale cerimonia si svolge la sera del 24 aprile, che quest'anno cade di venerdì sera, giorno di inizio dello Shabbat, per gli ebrei momento dedicato al riposo che termina il sabato. Motivo per cui Dario Disegni, il presidente della Comunità ebraica, aveva chiesto di anticiparla eccezionalmente a giovedì sera, il 23 aprile. Proposta bocciata. Per l'Anpi e per le altre associazioni organizzatrici il tema è di principio: la festa è laica e non si può spostare per motivi religiosi.
Il rammarico della Comunità ebraica
Dario Disegni non nasconde il dispiacere. «La nostra è un'assenza grave, ci dispiace molto e non nascondo il rammarico di non poter sfilare ed essere sul palco anche noi. La Comunità è molto legata al 25 Aprile per il senso che ha la Liberazione, e quindi è con grande rammarico che per la prima volta non partecipiamo».
In un primo momento il cambio data sembrava una scelta fattibile. «Siamo sensibili alle istanze delle comunità religiose» aveva detto la vicesindaca Michela Favaro rispondendo a un'interpellanza, frase che aveva lasciato intendere un'apertura. Ma poi c'è stato un incontro del tavolo tecnico, con tutte le associazioni, in cui è emersa la richiesta di non spostare la data. Decisione di cui l'Anpi si è fatta carico.






