Una banchina per due, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. A tre settimane dalla piena del Tevere le sponde del fiume sono ancora ricoperte di fango, detriti e immondizia. Dietro agli interventi mancati o in ritardo per dare nuovo decoro alle banchine c’è anche una questione burocratica che vede contrapposti Campidoglio e Regione Lazio. Ieri, per tentare di capire chi dei due enti fosse responsabile delle pulizie lì alla base dei muraglioni, abbiamo sentito le rispettive campane. Nessuna dichiarazione diretta, ma spiegazioni spifferate, come da copione, insomma. Secondo persone «informate» all’interno dell’assessorato regionale alla Tutela del territorio, la pulizia è totalmente in capo al Comune da quando il Campidoglio ha deciso di realizzare la ciclabile. Secondo fonti interne ad Ama, invece, che da ieri ha iniziato a togliere il grosso dei detriti rigurgitati dal fiume, a la municipalizzata - che opera per conto del Comune - spetterebbe la sola pulizia delle scale di accesso dal lungotevere e della ciclabile, che come noto corre sulla sponda destra. Ma siccome la banchina è larga una decina di metri e la ciclabile ne occupa un paio, resterebbero da pulire quei sette o otto metri che separano la pista dall’acqua.