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Mosca: “Questa non è la nostra guerra”. Il capo del Pentagono: “Tutto ciò che non dovrebbe accadere viene affrontato con fermezza”

Il sospetto, alla fine, ha trovato conferma. Nel conflitto in corso iniziato sabato scorso, la Russia starebbe aiutando l’Iran fornendo al regime degli ayatollah informazioni di intelligence sulle posizioni e sui movimenti delle truppe, delle navi e degli aerei americani. A pubblicare per primo la notizia è stato il Washington Post, subito rilanciata e confermata dai principali media Usa. Secondo le fonti consultate dal Wall Street Journal, quanto appena scoperto non dimostrerebbe che Mosca stia condividendo con Teheran le posizioni statunitensi nella regione per far sì che vengano colpite, seppur indirettamente, ma, di fatto, ciò spiegherebbe la collaborazione della Russia con la Repubblica Islamica.

L’Iran non dispone di una flotta di satelliti considerevole e un aiuto da parte della Federazione, anche se minimo, può fare la differenza. Specie se si considera che i russi hanno delle capacità spaziali molto più avanzate (con un targeting perfezionato dopo anni di guerra con l’Ucraina) e possono contare su una delle raccolte di informazioni di intelligence di più alta qualità al mondo.