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Lino Guanciale protagonista della fiction di Raiuno ispirata al romanzo dello psichiatra-poeta

Al principio c'è il libro di uno psichiatra che, divenuto poeta prima e romanziere poi, conquistò lo Strega, il Campiello, il Viareggio. E ora c'è una fiction, che da quel libro prende liberamente spunto, nonché parte del titolo: Le libere donne. Quel che (si spera) rimanga è soprattutto l'esperienza umana, ma anche culturale e poetica, di Mario Tobino (1910-1991): fra i primissimi in Italia a tentare di umanizzare le cure dei malati di mente, ai suoi tempi ancora segregati nei manicomi, ma anche "per la prima volta descrivendo i pazzi - come scrisse Emilio Cecchi in una recensione - come personaggi vivi, con le loro passioni e le loro ragioni". Complessa la sfida, insomma, che Lino Guanciale interprete e Michele Soavi regista, su sceneggiatura di Peter Excaoustos, hanno voluto raccogliere trasformando Le libere donne di Magliano (questo il titolo del libro, pubblicato nel 1953, che interessò anche Federico Fellini) in un racconto da tv generalista. "Certo: il mondo degli ospedali psichiatrici è inconsueto per le serie tv - riconosce Exacoustos -. Così abbiamo cercato di renderlo meno inquietante e respingente possibile, trasformandolo in una specie di favola". Il fatto che si tratti soprattutto di un diario poetico, e ambientato negli anni '40, ha consentito di trarre dalle sue pagine atmosfere, tono e luoghi; "ma ci ha anche costretto a costruire una trama, e dei personaggi, adatti a parlare al pubblico televisivo d'oggi". Il che, in pratica, ha significato romanzare la relazione sentimentale che Tobino ha con una paziente, trasformare il personaggio della sua compagna Paola Levi in una staffetta partigiana, e sottolineare tematiche che, ancora di là da venire alla sua epoca, si legassero all'istituzionale e prossimo 8 marzo: la lotta al patriarcato, gli abusi sulle donne. Per Lino Guanciale "Tobino non è un eroe, non è un personaggio perfetto. Lui stesso è imbevuto di una mentalità machista. Nell'affrontare un ambiente psichiatrico ancora al paleolitico fa anche lui degli errori, sia professionali che sentimentali. Ma questo capita a chiunque faccia delle scelte. E quando si tratta di fare la scelta giusta, pur imperfetto com'è, non ha esitazioni e la fa. Molto chiaramente".