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Lino Guanciale sarà ancora il commissario ideato da De Giovanni: "Questa volta diventa più esplosivo"

"Che cos'è la libertà?" Chiede Maurizio De Giovanni, lo scrittore più amato a Napoli. "La possibilità di amare", risponde Lino Guanciale, il volto tv di uno dei personaggi usciti dai suoi romanzi, il commissario Ricciardi. Eh sì, la possibilità che può estrinsecarsi o meno in questi vicoli pieni di vita e di dolore fuori dal teatro San Carlo dove l'altro ieri è stata presentata la terza stagione di una delle serie più belle della Rai nella serata di inaugurazione del Prix Italia, il premio televisivo internazionale organizzato dalla tv di Stato che si tiene a Napoli in questa settimana. Una rassegna che celebra la bellezza della città a 2500 anni dalla fondazione. E che inspiegabilmente non ha inserito nei suoi programmi la première di un'altra fiction Rai, Noi del rione Sanità, che racconta la rinascita di uno dei quartieri più pericolosi della città, che pure si è tenuta l'altra sera, quasi in contemporanea con quella del Commissario, stavolta al cinema Metropolitan. Alla proiezione c'erano mezzo rione Sanità e molti di quei ragazzi che, grazie all'opera di don Antonio Loffredo (interpretato da Carmine Recano nella fiction), che ha trasformato le chiese in poli culturali e turistici, sono cresciuti nel bene invece che essere arruolati dal malaffare.