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Ranucci resta libero di parlare, ma anche gli altri restano liberi di rispondere. È il gioco della libertà, che vale in entrambe le direzioni. Aver subito una violenza non significa poter sparare sentenze a man salva, trasformando la solidarietà in sudditanza
Sigfrido Ranucci ha subìto un attentato. E questo basta a garantirgli una solidarietà piena, sincera, senza equivoci. Chi colpisce un uomo per ciò che dice è un delinquente, punto. Se poi mette a rischio anche i suoi cari, è un verme. Punto esclamativo. Ma non per questo l'aggredito scusabilissimo per ciò che dice da sotto la valanga di emozioni e di spavento per la propria famiglia diventa un santo, né ottiene un salvacondotto per dire qualunque fesseria gli passi per la testa davanti alle istituzioni europee che lo hanno convocato a testimoniare. Lo ha fatto al Parlamento di Strasburgo contro chi lo aveva a suo tempo denunciato, e la Schlein lo ha rincorso felice su questa strada. Una bomba contro di te non è un lasciapassare per entrare nella coscienza altrui, come fosse casa tua.






