Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Sarebbe come se a ognuna delle inchieste a senso unico di Report avessimo sostenuto che Ranucci stava delegittimando Tizio o Caio
Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, temo si stia montando la testa oltre il suo già elevato livello di ego. Ieri, parlando in pubblico, si è lasciato andare a dire: "Abbiamo in Italia un editore come Angelucci i cui giornali si sono prestati alla delegittimazione del sottoscritto". Essendo io il direttore di uno di quei giornali ed essendo quindi Angelucci il mio editore posso in verità e coscienza tranquillizzare il collega: non sono e non mi sento nonostante le sue insinuazioni il mandante della banda di mafiosi probabilmente albanesi che gli hanno fatto saltare in aria la macchina davanti al cancello di casa. Semmai è lui che con queste insinuazioni oltre che con numerosi post fatti in passato - sta delegittimando noi e il nostro editore che ovviamente non ci siamo mai prestati mi auguro che lui possa dire altrettanto a delegittimare nessuno, tantomeno per conto terzi. Abbassiamo le arie: sarebbe come se a ognuna delle inchieste a senso unico di Report avessimo sostenuto che Ranucci stava delegittimando Tizio o Caio. Certo, essendo la Rai servizio pubblico alcune le abbiamo contestate per la loro faziosità, vacuità; in altre da cronisti abbiamo segnalato Report non è il vangelo né zona franca come alcuni suoi collaboratori fossero finiti, a torto o a ragione lo dirà la magistratura in quella zona grigia che non separa nettamente il giornalismo da spioni di vario genere, loro certamente sì al servizio di qualcuno o qualcosa. In questo rivendichiamo quelle stesse libertà di indagine e critica che Ranucci vorrebbe in esclusiva. Come accadde per la puntata di Report sui rapporti tra la Mafia, Berlusconi e Dell'Utri clamorosamente smentita dalla sentenza di ieri della Cassazione: "Non è risultata mai provata si legge - alcuna attività di riciclaggio di Cosa nostra nelle imprese berlusconiane, né nella fase di fondazione del gruppo né dopo ed è indimostrata e illogica" la tesi secondo la quale Berlusconi avrebbe versato somme di denaro a Dell'Utri per ottenere il suo "silenzio" sull'esistenza di indimostrati accordi con la mafia. Insomma quella puntata fu una patacca vera e propria, per usare la parola che Ranucci ha usato contro di noi una operazione di "delegittimazione" per di più fatta con soldi pubblici.






