VENETO - La moratoria non è bastata: ora diventa definitiva la stretta agli insulti sui canali digitali di Palazzo Ferro Fini. Giovedì l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale ha approvato la “social media policy”, cioè la disciplina dell’utilizzo di sito web, Facebook, X, Instagram, YouTube e Linkedin, che già nella scorsa legislatura erano stati bersagliati da messaggi offensivi, al punto da indurre l’organismo guidato da Roberto Ciambetti a sospendere per tutti la possibilità di commentare i post. A quanto pare il malcostume continua, sicché l’attuale vertice presieduto da Luca Zaia ha disposto la linea dura contro odiatori e affini.
La delibera riconosce che la comunicazione ai cittadini attraverso i social media «da una parte, fornisce loro, in modo completo, puntuale e tempestivo, tutte le informazioni ritenute d’interesse; dall’altra, consente all’Istituzione di rilevare, con facilità e in tempo reale, i bisogni, le esigenze, il gradimento dei cittadini verso i servizi e le informazioni diffuse, eventuali suggerimenti e proposte degli utenti per migliorare il lavoro dell’Amministrazione e l’erogazione dei servizi pubblici», nell’ottica «della massima trasparenza e condivisione». Il problema è che «da diverso tempo vi sono dei commenti rivolti ai comunicati dei consiglieri regionali con contenuti offensivi e volgari che non solo offendono la persona del consigliere, ma anche l’istituzione», per cui è stato ritenuto opportuno prevedere «criteri e limitazioni dei commenti anche su specifiche tipologie di contenuti».






