VENEZIA - Stop all'utilizzo dei social per i minori di 14 anni «l'ultimo disegno di legge che ho firmato alla Camera- afferma il governatore della Regione Veneto, Alberto Stefani - prima di essere eletto alla guida della Giunta regionale, prevede questo atto che sostengo anche come presidente del Veneto. Ora che anche il premier britannico Starmer ha annunciato un provvedimento simile, abbiamo ulteriore conferma che è estremamente diffusa, praticamente universale, la necessità di intervenire contro pericolo di certe piattaforme che espongono i ragazzi a contenuti dannosi e dipendenze. Avanti tutta con questo progetto per il bene dei nostri giovani».
Stefani: «Tutelare i giovani è una responsabilità collettiva» Il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha annunciato proprio nella mattinata di oggi l'imminente divieto di utilizzo dei social media per tutti i minori di 16 anni. «Il governo vieterà l'accesso ai social media a tutti i minori di 16 anni», ha detto durante una conferenza stampa a Downing Street. «Tutelare i giovani deve essere una responsabilità collettiva - aggiunge Stefani -. Ogni giorno rischiano di essere soli ed esposti a contenuti di violenza senza alcun filtro o protezione. Di fatto non c'è nemmeno un sistema efficace di verifica dell'età. Questo impone non solo il divieto dei social al di sotto di una certa età, ma anche l'utilizzo di programmi di identità digitale per confermare la maturità dell'utente e impedire un utilizzo precoce e sconsiderato».Londra come l'Australia Londra segue, quindi, l'esempio dell'Australia e alza l'età minima per l'accesso ai social come TikTok, Instagram, Facebook, X e YouTube a 16 anni. E, al divieto australiano, include i chatbot basati sull'intelligenza artificiale a carattere romantico o sessuale e potrebbe anche impedire ai più piccoli di chattare con degli sconosciuti sulle piattaforme di gioco. Una manovra che potrebbe aiutare anche le famiglie nel controllo dei bambini durante le loro attività ormai quotidiane. L'aiuto alle famiglie Anche per il Veneto, il governatore lancia uno sguardo a mamme e papà sottolineando che «le famiglie hanno il diritto di sapere che le istituzioni le sostengono nel proteggere i loro figli da situazioni imprevedibili che con immagini, video e messaggi inappropriati possono influenzarli e, nei casi estremi, spingerli a comportamenti negativi nelle relazioni e nella vita di tutti i giorni».














