«Sono molto provata dopo quello che è successo in queste ore. Risentire tutto quello che è successo a David quella sera di 13 anni fa, rivedere le immagini, i video, è sempre molto pesante da affrontare. Ho cercato di ascoltare e di rimanere distaccata fin quanto potevo. Tutto il lavoro che la commissione d’inchiesta sta facendo è un lavoro che non è stato fatto finora. Le novità clamorose sono frutto di questo lavoro e di quello dei periti di parte.
Non certo della procura di Siena, dalla quale non abbiamo avuto nessun supporto in questi 13 anni». Carolina Orlandi, 33 anni, figlia di Antonella Tognazzi e figlioccia di David Rossi, laurea in Scienze della Comunicazione a Siena e alla scuola Holden a Torino, collaborazioni con diverse trasmissioni televisive, scrittrice e autrice di libri e guide, soprattutto Se tu potessi vedermi ora, dedicato al caso Rossi, parla dopo aver ascoltato per tre ore i parlamentari, il medico legale e i giornalisti che hanno commentato la relazione intermedia della commissione d’inchiesta presieduta da Gianluca Vinci.
Mps, morte di David Rossi: una videoricostruzione avvalora tesi dell'omicidio
Nutre speranze sul fatto che la procura di Siena, alla luce dei risultati della commissione, riapra le indagini sulla morte di David Rossi con l’ipotesi di omicidio?«Io e mia madre, tramite l’avvocato Miceli, abbiamo presentato un’istanza di riapertura per omicidio, fornendo le prove, i risultati delle nostre indagini, le nuove perizie. La procura di Siena ora ha la grande opportunità di riscattarsi, dopo tutti gli errori commessi in passato. Dietro la morte di David ci sono poteri importanti, noi non escludiamo nessuna pista». Lei crede alla pista della ‘Ndrangheta e delle sponsorizzazioni sportive?«Non ci chiudiamo su nessuna pista. E vogliamo rilanciare l’appello a tutti coloro che sanno qualcosa e che in questi 13 anni non hanno voluto parlare. Siena è una città molto piccola, secondo me ci sono tante persone che sanno qualcosa di questa storia e che finora non hanno parlato, per timore o per convenienza».












