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10 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 7:10
David Rossi, l’ex capo comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, la sera del 6 marzo 2013 tornò a casa uscendo dalla finestra del suo ufficio: il tonfo fu archiviato come suicidio. Ma l’altro giorno una commissione parlamentare d’inchiesta ha concluso che Rossi fu assassinato: la Procura, come se avesse altro da fare, ha dunque dovuto riaprire il caso per la terza volta. I consulenti forensi della commissione ipotizzano che Rossi sia stato aggredito nel suo ufficio, spinto verso la finestra, tenuto nel vuoto (“forse per intimidirlo”: io per intimidire qualcuno cito Kierkegaard) e poi lasciato cadere.
Le ferite al volto, comprese quelle al labbro e al naso, sarebbero compatibili con la pressione contro i fili antipiccione del davanzale; le contusioni alla testa e alla tempia indicherebbero colpi o un contatto violento con una barra metallica; ma le lesioni a polsi e ascelle, incongrue rispetto a una semplice caduta, rafforzano l’ipotesi di omicidio. Le nuove conclusioni, insomma, contraddicono le indagini precedenti (se lavorassi in quella banca passerei la giornata abbracciato al termosifone).












