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3 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 18:42

Non è stato un suicidio quello di David Rossi, ma un omicidio. È quanto sostengono, nero su bianco, le due perizie agli atti della nuova commissione d’inchiesta parlamentare. Le consulenze, a questo punto, saranno inviate alla Procura di Siena, per consentire la valutazione della riapertura del caso. Fa discutere, tuttavia, il fatto che per competenza a valutare le nuove prove sarà lo stesso ufficio che ha già archiviato due volte le indagini come suicidio, e che è stato coinvolto da una terza indagine, condotta a Genova, per presunte anomalie nell’indagine, un fascicolo, quello nei confronti dei magistrati toscani, anche questo archiviato.

Per cristallizzare il lavoro fatto finora, la commissione parlamentare ha deciso di firmare una relazione intermedia, che accredita l’ipotesi di un omicidio volontario. Secondo il presidente della commissione Gianluca Vinci, da entrambe le perizie, firmate dal tenente colonnello del Ris Adolfo Gregori e dal medico legale Robbi Manghi, “si capisce che non si è trattato di un omicidio fatto con l’intento diretto di uccidere qualcuno”.