Milano, 6 mar. (askanews) – Il gruppo prodotti a base vegetale di Unione italiana food, associazione di categoria aderente a Confindustria, esprime soddisfazione per la decisione del trilogo Ue sull’uso dei termini legati alla carne per la categoria del plant based. “Questa scelta è un risultato di buon senso che premia la trasparenza dei prodotti a base vegetale, a partire dalle denominazioni attuali e dalle loro etichette. La versione approvata della legge, pur limitando l’uso di alcuni termini, non esclude denominazioni come ‘burger’, ‘salsiccia’ o ‘polpette’ per i prodotti a base vegetale, evitando sia di penalizzare chi da anni sceglie questi prodotti che di creare confusione fra consumatori attenti e consapevoli. È stato compreso chiaramente che, tali denominazioni, sono riferite a una forma del prodotto e a una loro lavorazione, non al contenuto, e questo è sicuramente positivo”.
Nella serata di giovedì il Consiglio e il Parlamento europei hanno raggiunto un’intesa in trilogo sul cosiddetto meat sounding vietando l’uso di 31 termini legati alla carne per i prodotti a base vegetale (o, in un futuro, a base di cellule coltivate) che riguardano prevalentemente specie animali o tagli specifici come il filetto o il fegato. Se questo è quello che ha ottenuto il mondo legato alla produzione delle carni, dal canto suo il comparto del plant based ha ottenuto l’ok a continuare a utilizzare termini come burger e salsiccia, le principali denominazioni commerciali che finora sono state utilizzate per indicare i cibi vegetali. L’intesa infatti prevede che preparati come hamburger o salsicce possano essere a base di carne o contenere altri prodotti di origine vegetale.







