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6 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 20:03

“Ho accettato il vostro invito perché questo è un momento molto critico, è un momento in cui quei valori, quei principi di democrazia che pensavamo essere entrati nel nostro dna sono seriamente messi in dubbio. Mai avrei pensato di vivere in un paese dove hanno ripristinato il fermo preventivo“. Sono le parole pronunciate a Piazzapulita (La7) da Henry John Woodcock, sostituto procuratore della Repubblica della Dda di Napoli, a proposito della riforma Nordio sulla giustizia e del referendum in programma il 22 e il 23 marzo.

Il magistrato esprime una forte preoccupazione per cambio di passo innescato dal governo Meloni: il fermo preventivo, infatti, permette di trattenere una persona sulla base di sospetti per 12 ore in caserma, prima che un giudice venga informato. Per Woodcock si tratta di una compressione delle libertà individuali e di un vero rigurgito autoritario: “È proprio questa confusione che in qualche modo io trovo un po’ sconcertante. Chi ha qualche anno in più e ha letto qualche libro di storia ricorda che significa il fermo preventivo“. Ovvero un ritorno a misure che limitano pesantemente i diritti personali senza adeguate garanzie.