In occasione della Giornata internazionale della donna che si celebra domenica 8 marzo il Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana (Mei) presenta un progetto video speciale che sarà proiettato all'interno del percorso museale e che nasce da una domanda apparentemente semplice: perché "emigrazione" è un sostantivo femminile? A questa domanda sono state invitate a rispondere donne che, a vario titolo, si occupano di emigrazione nei rispettivi ambiti di studio, ricerca e lavoro.
A offrire uno sguardo sul presente le testimonianze video di Roberta Ammendola, volto simbolo dell'emigrazione italiana, presentatrice del Programma Casa Italia in onda su Rai Italia e trasmesso in tutto il mondo, Maria Chiara Prodi, segretaria generale del Consiglio Generale degli Italiani all' Estero, Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, Anna Maria Saiano, console Usa a Genova e membro cda Mei, Carmelina Calabrò del CO.AS.IT di Melbourne e Valserina Maria Bulegon Gassen, segretaria esecutiva del Consorzio per lo sviluppo sostenibile della Quarta Colonia (Condensus) ed ex sindaca di São João do Polêsine, in Brasile.
Da un'idea del presidente del Mei Paolo Masini, la clip attraverso queste storie restituisce la pluralità delle esperienze migratorie femminili: percorsi di lavoro, studio, fuga, incontro e costruzione di nuove comunità. Un mosaico di biografie che mostra come l'emigrazione non sia solo una vicenda collettiva, ma anche la somma di scelte individuali, coraggiose e spesso poco raccontate. Ne emerge un racconto corale che mette in luce il ruolo delle donne nelle vicende migratorie e restituisce pluralità di sguardi e interpretazioni attorno a una parola che, nella lingua italiana, è grammaticalmente femminile e a livello sociale profondamente segnata dalle esperienze delle donne.













