Il DVB-T2, lo standard di nuova generazione per il digitale terrestre, sta finalmente entrando nella fase decisiva in Italia. Dopo anni di ritardi, rinvii e false partenze, il 2026 sembra destinato a essere l'anno in cui la transizione accelererà davvero, anche se al momento (marzo 2026) il passaggio completo non è ancora avvenuto.Il punto di svolta è arrivato il 28 agosto 2024, quando la Rai ha acceso il primo multiplex (Mux B, canale UHF 40) in DVB-T2 con codifica HEVC.

Da quella data, canali come Rai Storia HD, Rai Scuola HD e Rai Radio 2 Visual sono trasmessi esclusivamente in DVB-T2, mentre altri (Rai 1, Rai 2, Rai 3 in HD, Rai News 24, ecc.) rimangono in simulcast tra vecchio DVB-T e nuovo standard. Recentemente, a febbraio 2026, è partita anche la programmazione di Rai 1 in 4K UHD proprio sul Mux B DVB-T2, segno che la Rai sta spingendo sull'innovazione tecnologica.Questo cambiamento rende obsoleti milioni di televisori: secondo stime Auditel 2023, in Italia circolano circa 27,9 milioni di TV potenzialmente compatibili con lo switch-off parziale, ma 14,5 milioni diventeranno inutilizzabili senza decoder o upgrade una volta completata la migrazione. Il bonus statale per decoder e TV non ha avuto l'impatto sperato, lasciando una fetta consistente di popolazione (soprattutto anziani e nuclei a basso reddito) a rischio di esclusione dal servizio gratuito.Che cos'è un Mux? È un "multiplex", ovvero un pacchetto che comprime e trasmette più canali sulla stessa frequenza, ottimizzando lo spettro radio.