È il primo aggiornamento che interviene dal 2012. Effetto Sinner soprattutto verrebbe da dire. Ma non solo. E non è un ritocco di facciata. Agcom rimette mano alla lista degli eventi di rilevanza nazionale che devono restare accessibili in chiaro, anche quando i diritti sono finiti nel portafoglio di operatori o piattaforme a pagamento.
Il Consiglio dell’Autorità, nella seduta del 29 aprile, ha approvato - con il voto contrario della commissaria Elisa Giomi - il provvedimento che disciplina le modalità di trasmissione degli eventi considerati di particolare rilevanza per la società.
La regola di fondo è semplice e pesante: gli eventi inseriti nella lista approvata con decreto del ministero delle Imprese e del Made in Italy dovranno essere trasmessi garantendo l’accesso gratuito ad almeno l’80% della popolazione italiana. Tradotto: chi compra i diritti pay sa di non poterli chiudere integralmente dietro un abbonamento. Dovrà pubblicare con congruo anticipo un’offerta di cessione a condizioni «eque, ragionevoli e non discriminatorie».
La vecchia lista comprendeva già i grandi totem: Olimpiadi estive e invernali, partite dell’Italia ai Mondiali e agli Europei di calcio, gare ufficiali della Nazionale, semifinali e finali di Champions ed Europa League con italiane in campo, Giro d’Italia, Gp d’Italia di Formula 1 e MotoGp, Sei Nazioni, Sanremo, Prime della Scala e del San Carlo, concerto di Capodanno della Fenice.







