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6 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:10

Tutto iniziò quando sedici militari feriti, sia uomini che donne, si sfidarono in competizioni di tiro con l’arco. Il 29 luglio 1948 il dottor Ludwig Guttmann organizzò la cerimonia di apertura della prima competizione per atleti e atlete con disabilità motoria che utilizzavano una carrozzina. Si tratta degli storici Giochi di Stoke Mandeville, gli antesignani delle moderne Paralimpiadi che si tennero successivamente e per la prima volta proprio in Italia a Roma 1960. In quell’occasione presero parte 400 atleti provenienti da 23 Paesi, che gareggiarono in 57 gare suddivise in otto discipline sportive. Da allora, i Giochi Paralimpici si svolgono ogni quattro anni, come le Olimpiadi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, molti soldati e civili feriti cercarono di tornare a praticare lo sci, favorendo lo sviluppo di protesi e attrezzature sportive adattate. Da questa spinta nacquero progressivamente gli sport invernali in particolare per atleti con disabilità fisiche.

Le origini dei Giochi invernali si collocano cinquant’anni fa, nel 1976 a Örnsköldsvik, Svezia: videro la partecipazione di 198 atleti paralimpici (161 uomini e 37 donne) provenienti da 16 Paesi che gareggiarono in sole due discipline sportive, sci alpino e sci di fondo, con 53 eventi medaglia. Fu inoltre presentata una dimostrazione di slittino su ghiaccio. A partire dai Giochi Paralimpici di Seul 1988, in Corea, e dai Giochi Paralimpici invernali di Albertville 1992, in Francia, le Paralimpiadi si sono svolte nelle stesse città delle Olimpiadi, grazie a un accordo siglato tra l’International Paralympic Committee (IPC) e l’International Olympic Committee (IOC). I Giochi Paralimpici Invernali finora sono stati fatti in Austria, Cina, Francia, Italia, Giappone, Norvegia, Corea del Sud, Svezia, Russia e Stati Uniti.