Boicottaggio politico o strategia agonistica? Non c’è pace nel mondo e nemmeno ai Giochi: è scontro pure sui numeri e sulle motivazioni dell’assenza di alcune delegazioni nazionali, stasera all’Arena di Verona, dove alle 20 si alzerà il sipario sulle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026. Anziché i portabandiera scelti fra 665 atleti, saranno i volontari a reggere i vessilli di 50 Paesi, ma i colori di Russia e Bielorussia sventoleranno comunque, per cui continua la tensione con l’Ucraina malgrado la cerimonia d’apertura punti espressamente a celebrare l’inclusione nelle relazioni tra le persone.
Ieri nella Conca d’Ampezzo il presidente Andrew Parsons si è detto «sorpreso» per le polemiche sulla decisione assunta dal Comitato paralimpico internazionale ancora a settembre: «Si è trattato di un processo democratico svolto secondo la procedura stabilita nello statuto dell’Ipc; 177 delle nostre 211 organizzazioni affiliate erano presenti per votare». Craig Spence, responsabile della comunicazione, ha preso posizione sulle dimensioni della protesta. «Ho visto numeri che vanno da 7 a 15. Quindi vorrei essere molto chiaro sui membri nazionali che non verranno per motivi politici. Abbiamo Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia e Ucraina». Il rappresentante ha assicurato che l’Ipc «rispetta la decisione» di boicottare la cerimonia, ma ha anche precisato di volerla tenere distinta dalla scelta fatta da altri Paesi, legata piuttosto alla volontà di tutelare gli atleti che saranno in gara domani di buon mattino, nelle sedi situate a Milano, a Cortina e in Val di Fiemme. «A novembre – ha specificato Spence – diverse nazioni ci hanno informato che non avrebbero potuto partecipare alla cerimonia perché volevano dare priorità alla prestazione atletica e l'Ipc rispetta pienamente questa decisione». A questo proposito sono stati citati «Canada, Gran Bretagna, Germania e Francia», i quali «non boicotteranno la cerimonia», tanto da aver trasmesso video di 12 secondi dei loro atleti che saranno «inseriti nella cerimonia di apertura».










