PORDENONE - L’uomo dei tralicci: Loriano Bedin e la rivoluzione silenziosa dell’etere. Non esiste angolo del Friuli Venezia Giulia dove un segnale radio o televisivo non porti, in qualche modo, l’impronta invisibile di Loriano Bedin. Per chiunque abbia lavorato dietro le quinte dell’informazione locale, il suo nome non è solo quello di un tecnico, ma quello di un pioniere dell’alta frequenza.
Fin da ragazzo Bedin ha manifestato quella che molti definirebbero una vocazione: una curiosità insaziabile per la tecnologia che gli ha permesso di distinguersi rapidamente come uno degli esperti del settore e che anche per questo gli avevano garantito di lavorare. La sua è stata una carriera costruita sul campo, mossa da una passione che non si è mai fermata ai confini regionali. Il legame con il territorio è sempre stato solido, ma il suo spirito d’avventura lo ha portato lontano. Insieme all’amico di una vita, Ottavio Ermini — storico patron della TV pordenonese Canale 55 — Bedin ha varcato i confini nazionali per portare la magia del piccolo schermo in terre lontane. In Madagascar, prima, e nelle isole Comore poi, ha messo la sua esperienza al servizio della creazione di emittenti televisive dal nulla, dimostrando che la tecnologia può essere un ponte di civiltà. Non solo: attraverso una ditta pordenonese, ha contribuito alla costruzione di diverse radio nazionali in Africa, lasciando un segno indelebile nell’ingegneria delle comunicazioni di quel continente.











