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La presenza militare statunitense nella penisola comprende una rete di oltre cento installazioni tra basi operative, centri di comando e infrastrutture logistiche: una struttura strategica che consente di proiettare capacità militari dal Mediterraneo verso Europa orientale, Medio Oriente e Africa
La presenza militare statunitense in Italia rappresenta una delle architetture strategiche più rilevanti della NATO in Europa. Nata nel pieno della Guerra Fredda, questa rete di installazioni si è consolidata negli anni Cinquanta con una serie di accordi bilaterali tra Roma e Washington, pensati per rafforzare la difesa del fianco meridionale dell’Alleanza atlantica e garantire il controllo del Mediterraneo.
A distanza di oltre settant’anni, l’Italia rimane uno dei principali hub militari degli Stati Uniti nel continente europeo. Secondo diverse stime, sul territorio italiano si trovano oltre cento installazioni collegate alle forze armate statunitensi o alla NATO, anche se la maggior parte non è costituita da basi operative autonome ma da strutture integrate con le forze armate italiane o destinate a funzioni logistiche e di comando. Nelle installazioni italiane operano inoltre migliaia di militari statunitensi, insieme a personale civile e a contingenti di altri Paesi alleati.









