Non ci sono artisti italiani alla mostra “In Minor Keys” curata da Koyo Kouoh per la 61esima Biennale di Venezia, in programma dal 9 maggio al 22 novembre, ma nel padiglione della Repubblica di Guinea, che per la prima volta partecipa alla mostra d’arte in Laguna, sono presenti numerosi nomi del Belpaese, alcuni dei quali legati per diversi motivi all’Emilia-Romagna.

Nell’esposizione “Le son de l’art: l’écho de la matière” (Il suono dell’arte: l’eco della materia), allestita all’Isola di San Servolo, la cui curatela è affidata a Carlo Stragapede che ha selezionato molti italiani, si potranno vedere, infatti, le opere di Giorgio Celiberti jr, nipote del maestro friulano che porta lo stesso nome, artista giovanissimo che ancora frequenta le aule dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, città dove vive e dove ha già esposto le sue pitture delicate, alla galleria La linea Verticale, in via dell’Oro.

E ancora le opere di Omar Galliani, nato nel 1954 a Montecchio Emilia (dove tuttora risiede e lavora) e diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Le sue tele hanno molto spesso al centro l’essere umano, il corpo a volte ripreso per dettagli anatomici, angeli e citazioni di capolavori del passato.