C’è tanta confusione nel cielo delle informazioni della salute. E soprattutto ci sono trappole, sotto forma di fake news più o meno casuali, che rischiano d’inficiare la conoscenza e la stessa scelta libera delle persone. Ma dall’altra parte, a prescindere dal tema, cresce l’impegno dei cittadini per la conoscenza, tanta da diventare una sorta di nuova partecipazione civica. E si manifesta in tanti modi, dal like fino alla condivisione e alla partecipazione a campagne social. Si tratta di gesti importanti, su cui a volte non riflettiamo perché presi dal classico effetto “carrozzone” che ci porta a confermare scelte condivise dalla maggioranza. Eppure, quanto noi manifestiamo sul web in tema di salute e non solo fa circolare idee, indignazione, solidarietà. A dirlo è lo studio “Cittadini digitali. Indagine sulle forme di netattivismo e di volontariato online”, curato da Andrea Bassi, Claudia Ladu e Mara Moioli, realizzata da Fondazione Terzjus e Italia non Profit, che esplora in modo sistematico il profilo e le dinamiche di chi in Italia si impegna sul web per cause sociali e civiche. I dati verranno presentati domani a Roma nell’ambito del convegno “La riforma al traguardo – Risultati, nodi irrisolti e futuro del terzo settore”.