Un intervento immobiliare "può essere perfettamente progettato dal punto di vista architettonico e finanziario e, tuttavia, risultare fragile se non inserito in un ecosistema urbano coerente.
La stabilità sociale è una variabile economica: un quartiere capace di generare relazioni, servizi di prossimità, spazi aggregativi, infrastrutture sportive e culturali, presidi di gestione attiva e forme di partecipazione riduce il rischio gestionale, aumenta la resilienza dell'investimento e stabilizza i flussi nel tempo".
Ad affermarlo il presidente della Fiabci (Federazione internazionale delle professioni immobiliari) Antonio Campagnoli, audito stamani nella Bicamerale sulle gestioni previdenziali, precisando che "in questa prospettiva la rigenerazione urbana non è soltanto un'operazione edilizia: è un processo di costruzione di equilibrio territoriale. Ed è proprio questo equilibrio che rende un investimento compatibile con la logica del capitale di lungo periodo".
A giudizio del vertice dell'organismo internazionale, poi, "il capitale previdenziale non può essere mobilitato per supplire a carenze strutturali della spesa pubblica, né può essere utilizzato come leva di politica industriale in assenza di adeguate garanzie di mercato", ma "può operare nel settore immobiliare solo entro architetture istituzionali solide, trasparenti e prevedibili, in cui l'allocazione dei rischi sia chiara e la governance sia effettivamente indipendente", perciò "in assenza di tali condizioni, il rischio non è soltanto finanziario: è sistemico, perché incide sulla fiducia nel sistema previdenziale", ha concluso.







