VENETO - Il progetto di legge della Giunta è stato depositato in Consiglio il 27 febbraio. Vale a dire venerdì scorso, giorno in cui il presidente Alberto Stefani ha completato la definizione dei dg per le aziende sanitarie e ospedaliere del Veneto, ufficializzata l'indomani con un comunicato.

Restava (e resta) però da definire la nomina del dg regionale al posto di Massimo Annicchiarico, che il 15 aprile lascerà l'incarico per effetto delle sue dimissioni e ieri non ha partecipato alla presentazione dei nuovi manager. Ecco, la norma proposta dal Balbi per l'approvazione di Ferro Fini riguarda proprio il suo successore, chiunque sarà: il prescelto non dovrà più avere un'età massima di 65 anni. Quindi potrà essere anche Giancarlo Ruscitti, come si vocifera da tempo fra una sponda e l'altra del Canal Grande, anche se il 67enne sarebbe in ballottaggio con Mattia Altini e Antonio Davide Barretta.

Il condizionale è d'obbligo, dal momento che Stefani ha glissato sul tema. «Faremo una scelta che terrà conto dell'esperienza maturata, della capacità gestionale riconosciuta e dell'attitudine a lavorare in squadra», si è limitato a dichiarare il governatore. Il testo assegnato alla commissione Sanità, presieduta da Manuela Lanzarin, ha acceso tuttavia una spia agli occhi degli addetti ai lavori. Tecnicamente si tratta di "Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 29 giugno 2012, n 23", cioè alle norme che riguardavamo il Piano sociosanitario 2012-2016, benché il comma interessato sia stato inserito in realtà nel 2020, attraverso uno dei nove progetti di legge annunciati da Luca Zaia all'insediamento del suo terzo mandato.