SAN PIETRO DI FELETTO (TREVISO) - Non si sentiva bene da un paio di giorni e per questo era rimasto a casa dal lavoro. «Il medico gli aveva detto che erano solo un po' di ansia e stress», racconta la madre. Niente di preoccupante insomma. Ma martedì mattina, quando la mamma è andata in camera a svegliarlo, si è resa conto che Emanuele non c'era più: a stroncarlo ad appena 24 anni, nel sonno, un improvviso malore, che non gli ha lasciato scampo. Nessuna avvisaglia, nessun malessere fisico. È morto così, sul suo letto, Emanuele Canzian, grafico all'Amorim Cork di Scomigo residente a San Pietro di Feletto. «Adorava quel lavoro. Aveva tanti progetti, era un ragazzo buono e gentile. E stava bene!», lo ricorda con la voce spezzata dal dolore la madre. Inutili i tentativi di rianimarlo: non c'era più nulla da fare.
Quattro giorni fa, poco prima della tragedia, Emanuele aveva pubblicato sul proprio profilo LinkedIn alcune riflessioni dopo un incontro aziendale focalizzato sulla gestione dello stress. «Abbiamo parlato di pensieri, dell'autostima - scriveva il 24enne -, e della gestione dello stress». E della rabbia: «La rabbia è l'emozione più temuta... ma non è il problema, è un segnale. Nasce quando percepiamo un'ingiustizia. Quando ci sentiamo non ascoltati. Il cuore accelera, i muscoli si tendono, i pensieri diventano rigidi. Il punto non è eliminarla, ma gestirla.... Fare una pausa, respirare, riformulare. Per poi costruire nuovi modelli di pensiero: va cambiato l'impianto».







