Industriali pugliesi preoccupati per lo stop della Regione a nuove richieste per finanziare investimenti nelle imprese previste dal Pr Puglia Fesr-Fse+ 2021-27. Le richieste già istruite sono pari a 2,2 miliardi di euro, ma le risorse disponibili sono meno della metà, 1,35 miliardi. Da qui la decisione della giunta di sospendere, provvisoriamente, gli avvisi pubblici dei Contratti di programma e dei Programmi integrati di agevolazione (Pia) che riguardano più comparti, turismo compreso. La deliberazione della giunta, già in pubblicazione sul bollettino ufficiale, non piace agli industriali che chiedono di ripristinare “nel più breve tempo possibile, la piena operatività dei bandi”. Confindustria infatti teme un rallentamento negli investimenti programmati e l’incertezza tra gli imprenditori sul piano di valutare l’avvio di nuove iniziative produttive. La decisione presa è il segno evidente che il “reset” di tutte le misure agevolative 2021-27 -così definito a Il Sole 24 Ore Sud a inizio febbraio dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Eugenio Di Sciascio - si è rivelato molto più “radicale” del previsto, provocando così la reazione preoccupata di confindustria Puglia. Con il suo presidente, Potito Salatto, che rimarca anche la particolare “fase economica complessa in corso che fa degli incentivi un elemento essenziale per garantire stabilità e fiducia”. Gli incentivi concessi negli ultimi 9 anni - nel ciclo dei fondi Ue 2014/2020 - hanno fatto la differenza per il sistema produttivo regionale, con quasi 8,4 miliardi di euro di investimenti ( di cui 1,7 in R&S) attivati da 19mila imprese, a fronte di quasi 3 miliardi di contributi concessi. E a chiusura del ciclo ci sono anche i fondi, per 1,2 miliardi di euro, previsti nell’accordo di Coesione, firmato a novembre scorso tra regione e governo nazionale, oltre che degli investimenti imprenditoriali futuri (almeno 2500 a partire dal 2024).