Roma, 2 dic. (askanews) – Le nuove misure proposte dalla Commissione europea sulle possibilità di pesca per il 2026 nel Mediterraneo minacciano la flotta pugliese, mettendo a rischio la sopravvivenza di un comparto economico importante della regione. È l’allarme lanciato da Coldiretti Pesca Puglia che denuncia l’impatto devastante delle restrizioni previste sul futuro delle imprese e delle comunità costiere.
“La proposta di Bruxelles rappresenta un ulteriore attacco a una filiera che ha già pagato più di ogni altra in Europa il prezzo di restrizioni, chiusure e sacrifici”, denuncia Daniela Borriello, responsabile nazionale di Coldiretti Pesca. Il settore della pesca e dell’acquacoltura in Puglia vale 225 milioni di euro, secondo i dati CREA, con una flotta composta da 1.455 battelli: il 12,3% del totale nazionale, il 10,5% del tonnellaggio e il 12% della potenza motore. Le marinerie di Manfredonia, Molfetta, sud Barese e Salento vivono della pesca di gamberi, scampi, merluzzi e degli allevamenti in mare aperto di spigole, ombrine e orate.
Nel dettaglio, la proposta UE prevede una drastica riduzione dello sforzo a strascico del 64%, accompagnata da un taglio del 25% per l’attività dei palangari. L’Adriatico verrebbe ulteriormente penalizzato con una diminuzione del 12% della pesca demersale, mentre per i pelagici è prevista una contrazione del 10%. A ciò si aggiungono nuovi e pesanti limiti alle catture di gamberi di profondità, che interesserebbero le aree del Levante, dello Stretto di Sicilia e del Mar Ionio.







