Èun’emergenza nascosta tra performance e fragilità, fra il desiderio di emergere e la conseguenza (tragica) di «scomparire». Nel mondo dello sport giovanile, dove il successo si misura in tempi, punteggi e medaglie, un’emergenza silenziosa continua a restare nell’ombra pur colpendo ogni anno migliaia di atlete e atleti: i disturbi del comportamento alimentare.

Nella sola nostra regione, nel 2025, ben 28 mila persone – tra ragazze, ragazzi e adulti – sono in cura per anoressia o bulimia. Numero che in tutta Italia raggiunge quota 3 milioni. «Solo l’anoressia nervosa – dicono gli esperti – colpisce più di 540 mila persone, in gran parte donne». La fascia d’età più a rischio? «Quella tra i 15 e i 25 anni».

L’origine di una dinamica malata

Perfezionismo elevato tipico degli atleti ad alte prestazioni. Poi le pressioni ricevute da allenatori o giudici, con richieste rigide sul peso o sulla forma fisica. Ancora: il confronto costante tra compagni, soprattutto nell’adolescenza. E la paura di deludere anche la famiglia. Questa l’origine delle dinamiche silenziose e a volte letali che possono compromettere la salute fisica e psicologica degli atleti. In un’età che è sempre più precoce – addirittura tra gli 11 e i 12 anni - amplifica il rischio di conseguenze psicologiche e fisiche gravi.