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Dopo la frana di gennaio la cittadina siciliana torna a vivere giorni di tensione. Il sistema satellitare militare Usa, snodo delle comunicazioni tra droni, navi e aerei impegnati nelle operazioni in Medio Oriente, aumenta l’attività e viene protetto da sistemi antimissile

Proprio quando sembrava profilarsi un po' di serenità dopo la frana dello scorso 16 gennaio, Niscemi si rivivono giorni di ansia e questa volta per la guerra in Iran. Perché quanto sta succedendo in Medio Oriente, interessa la Sicilia, la regione italiana quasi d’avamposto rispetto ai luoghi della guerra per il ruolo strategico che le basi siciliane rivestono nel Mediterraneo. In Sicilia non c’è solo Sigonella -la base militare statunitense a Catania da cui sono partiti i droni da ricognizione americani che hanno preparato l’attacco in Iran e che hanno volato in quelle zone dal 25 al 28 febbraio- o Trapani Birgi dove c’è un altro aeroporto con aerei americani in allerta.