Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Riunioni a Palazzo Chigi. Timori per i civili e i militari nell'area. Sigonella, il Muos e il contingente in Qatar

Mentre al Quirinale Sergio Mattarella presenzia alla cerimonia di consegna delle Onorificenze al merito della Repubblica invitando tutti a "non rassegnarsi" nonostante la guerra sia "tornata a spargere sangue nel mondo", a Palazzo Chigi Giorgia Meloni presiede due riunioni dedicate alla crisi in Medio Oriente.

La prima - a cui partecipano i ministri Antonio Tajani (Esteri), Guido Crosetto (Difesa) e Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e sicurezza energetica) insieme ai sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari - è focalizzata sulla presenza italiana nelle zone calde, sia civili che militari. Nel primo caso, la preoccupazione è soprattutto per gli italiani in Iran, che - tra residenti e persone in transito - sono circa seicento, tutti concentrati nell'area di Teheran. Di questi, spiega Tajani, solo "una quarantina vogliono rientrare" in Italia, insomma "non tantissimi". Per gli altri, la preoccupazione che rimbalza dall'intelligence, è il rischio che alcuni di loro possano essere usati come ostaggi nel caso la crisi si inasprisca ulteriormente. Più in generale, aggiunge il ministro degli Esteri, a ieri sera dall'area del Golfo "sono rientrati tra i 2.300 e i 2.500 italiani" su un totale complessivo che la Farnesina quantifica in 70mila.