Un genovese di 56 anni affetto da una grave malattia è morto lo scorso 26 febbraio a seguito dell’autosomministrazione di un farmaco per il fine vita fornito dal servizio sanitario nazionale
L'uomo aveva presentato la richiesta di verifica delle condizioni per accedere al suicidio assistito
Genova - Un genovese di 56 anni affetto da sclerosi multipla progressiva da quasi trent’anni, è morto lo scorso 26 febbraio a seguito dell’autosomministrazione di un farmaco per il fine vita fornito dal servizio sanitario nazionale insieme alla strumentazione necessaria. È il primo caso di suicidio medicalmente assistito in Liguria, il dodicesimo a livello nazionale, secondo le linee guida previste dalla Consulta con la sentenza 242/2019 sul caso Cappato/Antoniani. “Mi auguro che la mia lotta possa servire anche ad altri nella mia stessa condizione”, è stato l’ultimo appello dell’uomo rivolto alla Regione Liguria e al Parlamento prima di morire.
“In assenza di medici dell’ASL disponibili a vigilare sulla procedura, Silvano è stato assistito dal dottor Mario Riccio, medico anestesista, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, che nel 2006 aveva assistito Piergiorgio Welby e poi alcuni pazienti che fino a oggi hanno avuto accesso al suicidio medicalmente assistito”, si legge in una nota dell'Associazione Luca Coscioni.









