Aveva 66 anni, era paralizzato dopo un incidente. L’associazione Luca Coscioni: “Non deve più accadere che una persona debba aspettare a lungo per vedere rispettato un proprio diritto”

Una protesta a favore del suicidio assistito

Genova – Nel corso degli anni le sue condizioni erano progressivamente peggiorate a causa dell’allettamento forzato, seguiva una pesante terapia antalgica, aveva un catetere permanente, soffriva di grave insufficienza respiratoria con frequenti episodi di polmonite dovuti alla disfagia ed era totalmente dipendente dall’assistenza continuativa dei caregiver. “Ma per ottenere l’accesso a un diritto già riconosciuto dalla Corte costituzionale – ovvero la libera possibilità di scegliere il suicidio assistito – Stefano (nome di fantasia) ha dovuto attendere dieci mesi dalla richiesta presentata alle Asl nel giugno 2025 e ricorrere a due diffide legali, tramite il collegio legale dell’Associazione Luca Coscioni coordinato dall’avvocata Filomena Gallo” scrivono i vertici dell’associazione Luca Coscioni che da anni si batte per consentire ai malati di chiudere gli occhi senza violare alcuna legge. E’ il secondo caso in Liguria dopo quello raccontato dal Secolo XIX poche settimane fa (la storia è qui).