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4 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:15
C’è un nuovo caso di suicidio medicalmente assistito in Italia, anche se parzialmente “garantito” dallo Stato. È il dodicesimo in Italia e il primo in Liguria. Silvano V., 56 anni, affetto da sclerosi multipla progressiva da quasi trent’anni, è morto lo scorso 26 febbraio a seguito dell’autosomministrazione di un farmaco per il fine vita fornito dal servizio sanitario nazionale insieme alla strumentazione necessaria. “Mi auguro che la mia lotta possa servire anche ad altri nella mia stessa condizione”, è stato l’ultimo appello di Silvano alla Regione Liguria e al Parlamento prima di morire. L’uomo aveva fatto richiesta del suicidio assistito un anno fa, dopo diffide e messe in mora come avvenuto praticamente per tutti i casi precedenti, la azienda sanitaria locale ha fornito il farmaco e la strumentazione. L’assistenza medica, in assenza di disponibilità all’interno dell’Asl, è stata a cura del suo medico di fiducia.
“Dopo aver atteso un anno dalla sua richiesta, Silvano è la 12esima persona in Italia ad aver completato la procedura prevista dalla Consulta con la sentenza 242/2019 sul caso Cappato/Antoniani, con l’assistenza diretta del servizio sanitario nazionale, la nona seguita dall’Associazione Luca Coscioni – ricorda la stessa associazione -. In assenza di medici dell’Asl disponibili a vigilare sulla procedura, Silvano è stato assistito dal dottor Mario Riccio, medico anestesista, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, che nel 2006 aveva assistito Piergiorgio Welby e poi alcuni pazienti che fino a oggi hanno avuto accesso al suicidio medicalmente assistito”.









