Più di mille persone per l'ultimo saluto a Domenico Caliendo, il bambino di 2 anni morto il 21 febbraio scorso a seguito del trapianto di un cuore danneggiato all'ospedale Monaldi di Napoli. Per i funerali, in molti hanno affollato il Duomo di Nola e la piazza esterna, dove si sono visti anche dei palloncini bianchi.
"Domenico in queste dolorose settimane è diventato il figlio di tutti noi. E noi con i suoi genitori partecipiamo al loro immenso dolore - ha detto il vescovo di Nola Francesco Marino durante la cerimonia -. La perdita del frutto del proprio grembo è così atroce che non c’è una parola per definirla. Quel cuoricino che non riuscendo mai a battere ci ha agghiacciati nel dolore e ci sentiamo vicini anche alla mamma del bimbo, che ha donato anche lei, e noi piangiamo insieme. Abbiamo sentimenti di rabbia, delusione, vorremmo responsabili, vorremmo che chi ha sbagliato soffrisse come Domenico ma proprio mentre questi cattivi sentimenti ci assalgono ci sentiamo più male, più in colpa. Il lutto non si può elaborare con desideri di vendetta. Una cosa è riconoscere giustamente le responsabilità penali che chi di dovere dovrà sanzionare, altro è pensare che il giustizialismo privato lenisca il dolore, che solo il Signore può consolare".











