L'appuntamento per l'ultimo saluto a Domenico Caliendo è fissato per domani alle 15 nel duomo di Nola. Sarà un bagno di folla e commozione, con tanta gente - tra gli altri in prima fila la premier Giorgia Meloni - pronta a stringersi attorno a mamma Patrizia e papà Antonio per i funerali del bimbo di 2 anni e mezzo vittima di un incredibile caso di malasanità che per giorni ha tenuto l'Italia col fiato sospeso. Il rito sarà officiato dal vescovo di Napoli, il cardinale Battaglia. Lo svolgimento dei funerali, tenuti in stand by per undici giorni dopo la morte del piccolo che risale al 21 febbraio, è la diretta conseguenza dell'autopsia eseguita oggi al Secondo Policlinico di Napoli.

L'esame è cominciato dopo la conclusione dell'incidente probatorio con il conferimento degli incarichi ai periti, che ora avranno 120 giorni di tempo per fornire le loro conclusioni. Si tornerà in aula l'11 settembre. Nel pomeriggio l'autopsia, dal cui primo esame - spiega al termine il medico legale della famiglia Caliendo, dottor Luca Scognamiglio - non sarebbero «emerse lesioni al cuore» espiantato a Bolzano e destinato a Domenico, «in particolare non sembra esserci il taglio sul ventricolo di cui qualche fonte ha parlato». Il secondo accesso di tutto il collegio - venticinque professionisti in tutto - si terrà il 28 aprile: in quella sede si faranno anche valutazioni sui campioni anatomopatologici. «È stata un un'apertura sul dibattimento molto grande, non è stato diciamo il solito incidente probatorio», il commento all'uscita del legale della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi.