GEMONA DEL FRIULI (UDINE) - È stata rinviata al 10 marzo l'udienza davanti al Tribunale del riesame di Trieste sull'istanza di scarcerazione di Mailyn Castro Monsalvo, la donna di 31 anni, cittadina colombiana, accusata, insieme con la suocera Lorena Venier, dell'omicidio e del vilipendio del cadavere del compagno Alessandro Venier, di 35 anni, ucciso il 25 luglio scorso nella abitazione dove vivevano tutti e tre, a Gemona.
In quella data i giudici decideranno se accogliere la richiesta di scarcerazione presentata dalla difesa. Gli avvocati Federica Tosel e Francesco De Carlo sostengono che la detenzione in carcere non sia compatibile con il grave quadro clinico della donna e chiedono l'affidamento a una struttura sanitaria territoriale o, in subordine, a una Rems. La donna, trasferita dall'Icam di Venezia al carcere della Giudecca dopo il compimento del primo anno della figlia, è stata ricoverata il 2 febbraio per scompenso psichiatrico ed è tuttora in ospedale. Come più volte ricordato dai due legali, la situazione della loro assistita pare molto pregiudicata e per questa ragione sollecitano una misura alternativa.
La Procura di Udine ha disposto una perizia psichiatrica su entrambe le indagate, per valutarne la capacità di stare a giudizio e di intendere e volere. Non ci sono invece ancora novità sul fronte del possibile affidamento della bimba alla famiglia colombiana di Maylin: l’iter prosegue a rilento e così la piccina da oltre sette mesi è accudita da una struttura specializzata indicata dai Servizi sociali di Gemona, che si occupano del caso.






