«Epstein era un’operazione di ricatti sessuali israeliani...le email mostrano lui e i suoi sodali che mirano ad aiutare lo stato genocidario israeliano. L’unico motivo per cui cercano di infangare chi denuncia lo scandalo perché hanno ricevuto direttive della mafia filo-israeliana». Rula Jebreal, giornalista di origini palestinesi, analista di politica internazionale e icona della sinistra occidentale pro-Pal, continua nella sua crociata anti Israele in un tripudio di complottismo dove Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo suicidatosi in carcere negli Stati Uniti nel 2019, viene dipinto come un agente del Mossad, i servizi segreti israeliani. Quello stesso Epstein con cui lei e il suo ex fidanzato Julian Schnabel, pittore e regista newyorkese, avevano avuto rapporti più o meno diretti, come emerso dagli ultimi documenti desecretati dal Dipartimento di Giustizia americano a fine gennaio (Rula è citata 24 volte negli Epstein Files, il suo ex compagno 48).

Ma è bastato un giornale serio come il Times of Israel a ridicolizzare la pasionaria della causa palestinese e il suo nuovo compagno di teorie complottiste, l’ex pentastellato Alessandro Di Battista (la scorsa settimana, sul canale YouTube di “Dibba”, si sono esibiti in un disdicevole spettacolino complottista a tinte antisemite). Secondo quanto rivelato dal quotidiano israeliano, la fonte dell’Fbi che in un documento pubblicato il mese scorso aveva affermato che Epstein era un agente del Mossad è in realtà un truffatore e negazionista dell’Olocausto. Il documento, datato 2020, basava le accuse di legami con il Mossad sul rapporto della fonte con il famoso avvocato filoisraeliano Alan Dershowitz, che ha rappresentato Epstein in tribunale. «La fonte è Charles Johnson. È un negazionista dell’Olocausto.