C’è anche Rula Jebreal, la giornalista di origini palestinesi, analista di politica internazionale e icona della sinistra Pro Pal, negli Epstein Files, documenti, email, messaggi, appunti, fotografie e materiali investigativi desecretati dal dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti nell’ambito delle indagini sulla galassia di Jeffrey Epstein, il finanziere e pedofilo americano suicidatosi in carcere nel 2019 mentre era in attesa di processo per traffico sessuale di minori.
La giornalista di origini palestinesi è citata 24 volte negli Epstein Files, il più delle volte in compagnia di Julian Schnabel, pittore e regista newyorchese che fu suo fidanzato dal 2007 al 2011. Ma andiamo con ordine. Quando Epstein uscì dal carcere nel luglio del 2009, dopo avere scontato una condanna a 13 mesi per induzione alla prostituzione minorile, si trovò di fronte alla necessità di ricostruire la propria immagine pubblica per essere ben accetto negli ambienti artistici, politici e economici di alto profilo. Per farlo, l’uomo d’affari americano si affidò alla PR newyorchese Peggy Siegal, proprietaria della Peggy Siegal Company con sede a Manhattan e molto attiva nel campo cinematografico. In pochi mesi, come emerge dall’analisi dagli Epstein Files, Siegal contribuì a ricucire quella vasta rete di ricchi, famosi e potenti di cui amava circondarsi l’ex finanziere, attraverso un vero e proprio percorso di reinserimento nell’high society.












