A cinque giorni dall'inizio del conflitto in Iran, la domanda che tanti si pongono soprattutto in Europa è se la guerra si espanderà. "Abbiamo per le mani un conflitto regionale che potrebbe anche portare all'escalation", ammette Leon Panetta intervistato dal Corriere della Sera. "Altri Paesi che decidono che è un buon momento per approfittare... Perché l'attenzione del mondo è distratta da quello che sta accadendo in Medio Oriente. Eventi come questo a volte vanno fuori controllo e portano a guerre più ampie".

"Il presidente ha detto: ci aspettiamo 4-5 settimane di bombardamenti, con la speranza che alla fine questo cambierà il regime e il popolo dell’Iran sarà in grado di sollevarsi e di sviluppare un governo migliore. Questa è la speranza. Il problema è che non abbiamo buoni precedenti di cambio di regime e di nation building", sottolinea l'ex direttore della Cia e segretario della Difesa degli Stati Uniti, che mette in guardia dai rischi dell'intervento militare. "Non puoi aprirti la strada al cambio di regime con le bombe. Perciò quello che mi preoccupa è: qual è l’obiettivo? E abbiamo una strategia per raggiungerlo e chiudere la partita? Non sono sicuro che l’amministrazione abbia piani chiari su questa guerra".