​PORDENONE - Chi suonava alla porta dell’appartamento al nono piano di un condominio di viale Trento, al civico 26, poteva procurarsi qualche dose di sostanze stupefacenti o appartarsi in una stanza che Daniele Costalonga, 47 anni, pordenonese, aveva affittato a un transessuale. Arrestato dalla Squadra Mobile lo scorso ottobre e poi sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, l’uomo ieri ha patteggiato davanti al gup Beatrice Arnosti. Gli avvocati Silvia Sanzogni ed Enzo Del Bianco hanno concordato con il pubblico ministero Monica Carraturo una pena di 2 anni 4 mesi e 12mila euro di multa per i tre capi di imputazione relativi allo spaccio di hascisc e cocaina. Per lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione la pena è stata quantificata in 1 anno 6 mesi a 1.200 euro di multa.

L’appartamento di Costalonga si trova al nono piano, interno 19, del condominio di viale Trento che si è dotato di vigilanza armata per combattere degrado, tanta era la percezione di insicurezza. In seguito all’irruzione nell’appartamento dell’imputato, la polizia di Stato aveva messo i sigilli per impedire che si continuasse a spacciare e a prostituirsi. Nell’appartamento sono stati sequestrati oltre 310 grammi di hascisc, bilancini di precisione, una mannaia da macellaio usata per il taglio dello stupefacente e circa 700 grammi di mannitolo, sostanza impiegata per il taglio della cocaina. Un filone di indagine a cui si è aggiunto quello relativo alla prostituzione. Una stanza dell’appartamento, infatti, era stata affittata a un transessuale di origine peruviana, un trentunenne che pubblicizzava le sue prestazioni su un sito per incontri sessuali a pagamento: “Moscarossa”.