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Ultimo aggiornamento: 20:27
“Noi italiani siamo rimasti soli. Non si è visto nessuno, nessuno del nostro Paese ci ha assistito o informato. Invece gli spagnoli sono stati aiutati da personale dell’ambasciata, del consolato, da agenti della Guardia Civil. Sì, devo ammettere che ci ha colpito”. Luca Baldelli parla con un po’ di amarezza, forse anche per quel legame così vivo che hanno gli emigrati: “Da sedici anni ormai vivo all’estero”, racconta dall’albergo di Abu Dhabi dove è bloccato in attesa di un aereo che lo riporti in Spagna, dove vive. “La mia compagna ed io – spiega – eravamo partiti da Bangkok, in Thailandia, per tornare a Madrid. Dovevamo fermarci negli Emirati solo per uno scalo”.
Qui, però, hanno scoperto cosa era successo mentre erano in volo: “E’ stata un’esperienza che non dimenticherò: trovarmi improvvisamente in guerra”. Nella sua voce più che paura si sente stupore, come se ancora stentasse a rendersi conto: “Una guerra strana, per così dire passiva. Stiamo qui, in aeroporti e alberghi di lusso, ma all’improvviso in cielo vediamo arrivare le strisce bianche dei missili”. E’ cominciato appena atterrati nello scalo degli Emirati: “Ci hanno detto che non si poteva ripartire, che c’era stato l’attacco all’Iran”.










